Cosa si nasconde sotto i nostri piedi? Spesso ignoriamo che la salute dell’ambiente dipenda da un universo microscopico e operoso. Gli studenti e le studentesse della classe 3ASA del nostro Liceo, accompagnata dalla prof.ssa Italia Margani, hanno avuto l’opportunità di esplorare questo mondo grazie alle attività proposte dal dott. Diego Leone, focalizzate sullo studio dei microartropodi edafici come indicatori della qualità del suolo. L’incontro si è svolto presso i laboratori della Sezione di Biologia Animale del DSBGA dell’Università di Catania.
La Scienza del Suolo: l’indice QBS-ar
Il cuore dell’esperienza è stato l’apprendimento e l’applicazione dell’indice di Qualità Biologica del Suolo (QBS-ar): una metodologia rapida, accessibile e nel contempo estremamente efficace, che consente di valutare lo stato di salute del suolo attraverso lo studio delle comunità di microartropodi edafici.
Un’esperienza da “ricercatori”: le fasi dell’attività
I ragazzi e le ragazze non si sono limitati a osservare, ma hanno messo in pratica l’intero protocollo di ricerca scientifica attraverso diverse fasi operative: innanzitutto il campionamento, seguito dall’estrazione della fauna tramite selettore Berlese-Tullgren, quindi l’analisi e lo smistamento dell’artropofauna mediante l’uso di stereomicroscopio e chiavi dicotomiche; in conclusione, ad ogni gruppo di microartropodi individuato è stato assegnato un Indice Ecomorfologico (EMI), basato sul grado di adattamento alla vita sotterranea. La somma di questi valori ha permesso di simulare il calcolo finale del QBS-ar.
Inoltre, l’analisi di reali casi di studio ha consentito a studenti e studentesse di confrontare i dati ottenuti e di comprendere come l'attività umana o i cambiamenti climatici possano alterare l’equilibrio biologico del sottosuolo.
Imparare a leggere la salute del suolo attraverso i suoi piccoli abitanti, ha rappresentato per gli alunni e le alunne un’esperienza molto interessante e coinvolgente di didattica orientativa, in cui la scuola ha avuto l’opportunità di incontrare la ricerca universitaria, fornendo ai giovani non solo competenze tecniche, ma una nuova sensibilità ecologica.

Cristina Parisi
Docente